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Veneto Stato, Süd Tiroler Freiheit e Liga Veneta: alleanza per l'autodeterminazione

Di Redazione VicenzaPiù | Martedi 23 Aprile 2013 alle 18:21 | 0 commenti

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Veneto Stato - Veneto Stato, Süd Tiroler Freiheit e Liga Veneta Repubblica, in conferenza stampa congiunta oggi a Bolzano, hanno dichiarato pubblicamente ai media il loro sostegno attivo all'iniziativa per raccogliere un milione di firme per l'attuazione del diritto di autodeterminazione in Europa.
"Manteniamo forti relazioni con le nazioni in tutta Europa e sosterremo attivamente la cooperazione con questi alleati" dichiarano i rappresentati intervenuti dei tre movimenti politici.

La "Commissione Internazionale dei cittadini europei" (ICEC) è stata attivata da tutte quelle organizzazioni, istituzioni e persone che condividono la visione di un'Europa democratica, non solo nella teoria, ma anche nella pratica. Un'Europa democratica non solo nel riconoscimento "estetico" di un diritto universale, ma anche e sopratutto nella responsabilità e nell'impegno etico di attivarsi nella reale applicazione del medesimo. 
La petizione è sostenuta da molte personalità internazionali provenienti dai settori dell'istruzione, della cultura e della politica. Tra gli altri il Rettore dell'Università di Barcellona Djamel Ramírez ed il professore emerito dell'Università di Monaco di Baviera, Ulises Moulines.
Tutti i cittadini dell'Unione europea possono partecipare con la loro firma. La firma può essere effettuata online tramite il sito web www.europeancitizensdecide.eu, ma anche attraverso www.veneto-stato.eu e www.suedtiroler-freiheit.com. In alternativa le tradizionali liste per la raccolta delle firme sono disponibili; anche in questo caso i moduli possono essere scaricati sia da dal sito di Veneto Stato che da quello di Sud Tiroler Freiheit.
L'articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite sancisce esplicitamente il diritto di autodeterminazione per tutti i popoli. L'Italia, come anche gli altri paesi europei, ha da tempo recepito questa norma del diritto internazionale.
L'Unione europea ritiene di essere il campione del mondo per i diritti umani, la democrazia e la giustizia. Ora, questi principi si applicano non solo ai rapporti tra singoli individui, ma anche per i rapporti tra le nazioni. Molti Stati all'interno dell'UE sono infatti - anche se non lo ammettono - Stati multinazionali (di solito con una nazione dominante che prevale sulle altre nazioni svantaggiate). 
E' il caso per esempio dei Catalani e Baschi in Spagna, dei fiamminghi in Belgio, degli Scozzesi nel Regno Unito, dei Tirolesi e dei Veneti in Italia e di molti altri ancora.. 
Se il governo di uno di questi Stati vuole essere riconosciuto come autenticamente democratico ed in conformità con i principi delle Nazioni Unite, dovrebbe pienamente e sinceramente riconoscere il diritto di ogni singola nazione che lo compone di decidere, attraverso una procedura democratica, se vuole continuare ad essere una parte di quello stato o meglio costituirne uno proprio. Questo è ciò che ha fatto il Regno Unito riconoscendo il diritto degli Scozzesi di decidere della propria indipendenza tramite un referendum che avrà luogo il 18 Settembre 2014.
E' tempo che il Parlamento europeo e la Commissione europea chiariscano questo punto a tutti i governi degli Stati membri. E questo è il fine di questa petizione internazionale, di proporzioni senza precedenti sul tema del diritto di autodeterminazione, attivata dalla Commissione Internazionale ICEC ma portata avanti con impegno e convinzione sul territorio italico dai movimenti politici presenti a questa conferenza stampa che si mettono a disposizione dei singoli cittadini europei per dare voce alla loro volontà di vedere realmente applicato in Europa il diritto di autodeterminazione.

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Commenti degli utenti

ieri alle 11:25 da andrea_lanaro
In Il governo dei "padroni", l'opinione: c'è bisogno di una ribellione delle coscienze

Martedi 22 Aprile alle 11:18 da MovimentoCinqueStelleVicenza
In M5S Vicenza accusa Ferrarin ma non ne fa il nome: sono grillini o demitiani?
Caro direttore,

chiediamo venia se ingenuamente abbiamo peccato di buona fede, rei di aver creduto che certa stampa locale si limitasse all?analisi politica piuttosto che alle pruderie da rotocalco e, per non discutere di contenuti, non trova di meglio che ricorrere all?ormai stantia giaculatoria sulla ?democristianeria?.

Con tutta onestà però, pensavamo fosse superata quell?esaltazione del cliché che appena sei mesi fa aveva portato uno dei suoi migliori cronisti a definirci ?fantozziani? per il sol fatto di non avergli consentito di presenziare ad una nostra riunione privata e al punto di rivendicare il ?diritto al libero origlio? minacciando l?uso della forza pubblica. Anche quella volta, si discuteva di problemi interni al movimento grillino. Puro caso quindi o precisa linea editoriale?

Chiedere a noi una sorta di probatio diabolica che francamente non ci compete e che in altre occasioni non sembrano aver suscitato cotanto sdegno da parte sua (una su tutte quella sulle anonime note spese della Fiera), è l?ulteriore riprova di come desti maggiore interesse un valzer d?accuse a tinte rosa che una discussione sul merito politico (non giudiziario) delle questioni.

Comunque sia, riteniamo la maggioranza dei lettori dotati di quell?arguzia sufficiente ad identificare senza dovizia di particolari qualsiasi riferimento più o meno esplicito a fatti o persone o cose, peraltro già ampliamente dibattuti dai suoi colleghi nelle scorse settimane.

La nostra, teniamo a precisare, voleva solo essere una presa di posizione generale e per nulla ipocrita sul dover essere del Movimento Cinque Stelle non solo vicentino, nei confronti del quale sono proprio le ambizioni personali a concretizzare il rischio che lei giustamente paventa e di cui certi accadimenti ne sono diretta espressione.

A tacer d?altro le riportiamo un passo dell?intervista di Gianni Barbacetto a Gianroberto Casaleggio apparsa sul Fatto Quotidiano di ieri:

?(...) Se tu prendi un impegno con me e non lo rispetti, io non ti voglio più vedere. Finito. Non è un discorso politico. In quello noi abbiamo delle regole: se all?interno dei gruppi ci sono posizioni diverse, si decide a maggioranza e quella decisa è la posizione del gruppo. Ma se mentre il gruppo sta discutendo, chi è in minoranza esce e dichiara ai giornali: qui non c?è democrazia e io voto come mi pare, allora così non va?.

Con francescana benevolenza

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